Le Grand Bal

95 min

Genere: Documentario

Paese: Francia

Regia: Laetitia Carton

Anno: 2018

Sito ufficiale: www.legrandbalilfilm.it

Lingua: Italiano

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Trama

Presentato al 71º Festival di Cannes, dal 2 maggio arriva in Italia Le Grand Bal, un emozionante documentario di Laetitia Carton che ammalia con le sue immagini e la sua anima, viva e penetrante. La regista francese Laetitia Carton ci porta a Gennetines - un paesino della campagna francese - nell'estate del 2016, dove ogni anno si ritrovano migliaia di sconosciuti che arrivano da ogni parte del globo terrestre per ballare, per sette giorni e otto notti, ininterrottamente tra convivialità, lacrime e sorrisi.

Una reunion così magica, pulita e toccante da sembrare immobile nel tempo, anzi oltre il tempo stesso, animata dal senso del dissolversi della vita, dove perfetti estranei danzano intimamente in tendoni illuminati liberando le loro sensazioni palpitanti attraverso la musica. Come racconta la regista nel prologo al film il tutto è nato da un colpo di fulmine coltivato negli anni: l'incanto per il balfolk. Filmare l'evento è stato per lei come iniziare una vacanza, secondo i principi di Claude Chabrol che sosteneva che dare il via alle riprese era come viaggiare.

Un fiume umano che riscopre le tradizioni (perchè non esistono nuove onde ma c'è solo il mare - C. Chabrol) cambiando stile di danza e musica ogni ora e mezzo, passando dal suono delle cornamuse alla melanconia della fisarmonica, tra generazioni che si fondono e sessi che si scambiano e dando vita ad un nuovo universo, scandito dal ritmo interno che palpita ed esplode all'esterno, senza distinzioni o schemi sociali. La regista entra con la sua camera nell'azione, soffermandosi sui volti, gli sguardi, le scarpe consumate, sui rapporti interpersonali, sull'alchimia che si crea e sul bisogno essenziale per gli esseri umani di essere toccati, mettendo in gioco se stessi tra insicurezze e desideri.

La Carton ricorda la storia, con le danze greche e le connessioni intense che pulsano attraverso le tradizioni, intervallandola con attimi di poesia silenziosa. Dipinge i colori della "comune" attraverso grandi bevute, piccoli doni, cibo da strada e tende da campo, lasciando emergere il flusso della collettività che respira e si distende immerso nella natura, perchè ballare è pura gioia, un incontro tra anima, soul e corpo. E così assistiamo al racconto della passione e della diversità messo in scena con un linguaggio semplice come il linguaggio del corpo e le sue espressioni, che affida l'apice dell'intensità al silenzio, azzerando totalmente il sonoro, perchè la musica è solo contorno, siamo noi a volare determinando l'estasi.

Trailer e foto